domenica 12 aprile 2015

RISULTATI ELETTROENCEFALOGRAFICI DELLA PSICOTERAPIA ANEVROTICa Valutazione della psicoterapia anevrotica.



RISULTATI ELETTROENCEFALOGRAFICI DELLA PSICOTERAPIA ANEVROTICa

Valutazione della psicoterapia anevrotica.

Loris Pinzani
socio AIIP
loris.pinzani@gmail.com




INTRODUZIONE
Il passaggio delle conoscenze tra gli individui consiste nella comunicazione di rappresentazioni della realtà mediante la valutazione emotiva. Tuttavia, considerando la quantità e la qualità di abbinamenti tra emozioni ed oggetti, risulta inspiegabile come questa enorme mole di informazioni sia fruibile, dal momento che le corrispondenze tra oggetti della realtà, emozioni e rielaborazioni da cui conseguono ulteriori emozioni, avvengono in modo che non appare possibile per mezzo dei soli canali ordinari, verbai o non verbali che siano.
L'ipotesi di possibilità comunicative diverse da quelle note porta a supporre l'esistenza di acquisizioni di diversa natura, in grado di giustificare l'eccezionale attività che si concentra in precise epoche dell'esistenza, che non è spiegabile mediante la sola comunicazione ordinaria dal momento che non c'è nessuna ragionevole proporzione tra quello che viene appreso o elaborato autonomamente e quello che viene espresso. La psicologia ha reiterato a lungo il suo tentativo di conformarsi a criteri di oggettività pragmatica ma la mente non rileva solo quello che appare coscientemente. L'ipotesi che il comportamento sia un metodo sufficiente o efficace per comprendere l'uomo è un'applicazione del parzialismo, che non conosce applicatività terapeutica individuale. Eminentemente per questi motivi, si fa strada l'ipotesi che il più alto e consistente metodo per il passaggio delle condizioni basali dell'esistenza emotiva non avvenga per mezzo della sola comunicazione ordinaria, ma mediante circostanze soggettive riunite nel concetto di Anevrosi, insita nel terapeuta. Lo scopo ultimo dello studio è quello di accertare la presenza di una condizione della coscienza soggettiva, comunicata direttamente tra il terapeuta ed il soggetto che gli si sottopone. Lo scopo di questo studio è quello di comprendere quale sia il senso terapeutico del messaggio che scorre senza che si riesca a decifrarlo tra terapeuta e portatore del disagio. Non abbiamo possibilità che ci consentano un accesso certo all'ipotetico piano della coscienza ove si svolge una tale intensità di scambio e di elaborazione, tuttavia in questo studio si intende far trasparire da rilevamenti neurofisiologici la condizione che testimoni lo scambio di cui si è detto mediante una valutazione oggettiva. Al momento attuale non disponiamo dei mezzi che permettano di isolare la variabile "Anevrosi", tuttavia è verosimile che i risultati assunti siano dipendenti da questo stato.
Nella comunicazione tra il terapeuta e l'individuo che gli si riferisce torna possibile assumere un messaggio di abbinamento emotivo in grado di modificare quello precedente. In effetti l'unica comunicazione in grado di incidere nell'impostazione fondamentale dell'individuo non è mai quella che riguarda il comportamento, ma la struttura individuale che lo promuove e che si trova al capo estremo di una linea immaginaria dove da una parte si colloca quello che viene agito, dall'altra l'utilizzo mentale delle azioni svolte. Questo comporta che in assenza di una opportuna conoscenza di sé non sia possibile l'uso più efficace della terapia psicologica, dal momento che non risulta possibile intaccare il livello di coscienza in cui transitano queste informazioni; in tal caso il messaggio passa inosservabile tra le pieghe del comportamento.
L’allestimento della personalità avviene soggettivamente mediante un processo consecutivo di apprendimenti sottoposti ad elaborazioni. 0gni uomo possiede una propria identità costituita dall’insieme della personale visione della realtà e del frutto degli sforzi relativi all’espressione dei propri desideri oltre che delle paure a cui si riferiscono. Minore è il vincolo tra i concetti e le emozioni a cui essi sono collegati e maggiore è lo stato di Anevrosi. Nel raggiungimento della condizione di Anevrosi si ha la sostanziale limitazione dell’urgenza nel raggiungimento della soddisfazione nevrotica non conscia del terapeuta. L'Anevrosi può essere considerata una condizione intrinseca al terapeuta stesso, che si realizza all'interno dell'individuo senza uno sforzo eminentemente cognitivo. Si assume che la stessa anevrosi sia la qualità presente nel terapeuta in grado di produrre la variazione nei soggetti a prescindere dall'impostazione teorica cui si faccia riferimento.
Il percorso che ha portato alla condizione definita come Anevrosi ha consistito nel distacco dalla condizione emotiva che comporta il desiderio di valutare di ogni aspetto della realtà allo scopo di appagare le proprie condizioni nevrotiche, scomposte in paura e desiderio, Nell'anevrosi manca quindi la richiesta intima ed umana di attendersi e promuovere un particolare abbinamento tra la realtà e le emozioni che ne derivano. Effettivamente, è l'assenza di questo abbinamento che compone l'Anevrosi in grado di promuovere un processo di affidamento che sostituisce il precedente, disfunzionale, tra emozioni e gli oggetti a cui si riferiscono. Essere distanti da una convenienza nevrotica (quindi avere raggiunto l'Anevrosi) comporta non esprimere il desiderio indivisduale nella promozione di un certo attegiamento nell'altro. Questo produce un risultato straordinario, ossia quello di consentire nell'individuo una comunicazione ad un livello altrimenti inarrivabile. Egli non è affatto rappresentato da quello che dice o dai suoi gesti, ma dalle sue emozioni.



METODO E MATERIALI
Il software acquisisce il segnale su 8 canali e li salva in un formato tipo CSV. La cuffia per il posizionamento degli elettrodi extracranici è stata anch'essa realizzata in accordo con il sistema 10-20 e con la sua estensione 10-10. Le posizioni stabilite sono F3, F4, T3, C3, C4, T4, P3, P4. Il segnale di terra è collocato ai due lobi auticolari. I contatti elettrocutanei sono garantiti dall'uso di gel specifico ad alta conduttività GEL G005 (FIAB). Viene calcolata la correlazione tra coppie di canali (Syncro); in questo modo sono considerate otto coppie significative per evidenziare i rapporti tra i due emisferi ed all'interno di uno stesso emisfero cerebrale. Il software possiede inoltre un algoritmo automatizzato di filtrazione ad eliminazione degli artefatti allo scopo di correggere la maggior parte degli artefatti EEG prima di inviare i segnali al calcolo della Syncro. Il calcolo quantitativo delle frequenze è volutamente limitato a 35 Hz dal momento che a frequenze superiori gli amplificatori dello strumento epurano il segnale in modo progressivo allo scopo di evitare il disturbo in corrispondenza dei 50 Hz dovuto alla frequenza di rete. A questo scopo l'apparecchio utilizza un filtro 1-42 Hz disposto allo scopo di eliminare la frequenza dei 50 Hz eventualmente ancora presente.



DESCRIZIONE DELLA RICERCA
L'indagine si è svolta in un ambiente adatto allo scopo, dove nel primo incontro è avvenuta la proposta dell'aspetto sperimentale; è stata constatata la presenza delle opportune risorse necessarie alla gestione dello stress e del coping, dopodiché è avvenuta la sottoscrizione del consenso informato come stabilito dal Codice dell’Ordine. Su alcuni elementi capionari le registrazioni sono avvenute fin dalle prime sessioni (non comprese nel presente studio) mentre su altri dalla quinta sino alla fine del trattamento, realizzando una seduta settimanale. Il campione è composto da venti soggetti, 10 maschi e 10 femmine, con età media di 34 anni (compresa tra i 20 ed i 54). In questo studio sono considerati gli incontri terapeutici che vanno dalla quinto al diciottesimo di ognuno dei partecipanti, allo scopo di fornire una condizione di omogeneità ai dati delle rilevazioni. La tipologia del disagio oggetto dell'intervento è stata varia, tra le condizioni individuabili in termini nosografici prevalgono le depressive, anedoniche, maniacali, ossessivo compulsive, disturbo da stress post traumatico, tossicodipendenza, disturbo borderline, esiti di attaccamento eminentemente e marcatamente disfunzionale, disturbi del comportamento alimentare, ipocondria cum e sine materia, disturbo di personalità dipendente, disturbi della sessualità dovuta a abuso. In ogni caso, ognuno degli individui del campione ha denunciato una sofferenza valutata soggettivamente come intensa e persistente e tale è apparsa in seguito ad esame oggettivo. La quasi totalità dei rapporti terapeutici è ancora attiva. Tutti gli elementi campionari partecipano o hanno partecipato attivamente, con una buona o ottima compliance, come da loro stessi spontaneamente espresso nel corso delle sedute. Sono clinicamente evidenti i segni di un progresso costante nel processo di individuazione soggettiva nel 90% dei partecipanti allo studio.
Le rilevazioni attuate per ognuno dei soggetti hanno avuto la durata complessiva di 2880 secondi e nel suo insieme l'intera ricerca ha accumulato 57600 secondi di attività registrata in EEG. Per ogni soggetto le registrazioni riguardano tre sedute consecutive. In ogni sessione vengono svolte quattro registrazioni, ovvero due che precedono la seduta, di cui una ad occhi aperti ed una ad occhi chiusi; dopo queste ne sono realizzate due successive alla seduta stessa, ancora ad occhi aperti e ad occhi chiusi; ogni singola registrazione ha una durata di 240 secondi. Ognuna delle quattro registrazioni è analizzabile e viene memorizzata sia in modo grezzo che nei risultati finali in maniera da essere indipendente dalle altre. Il software analizza singolarmente ed in otto coppie prestabilite (interemisferiche: F1-F2, F3-F4, T3-T4, T5-T6; intraemisferiche: F1-T3, F3-T5, F2-T4, F4-T6) gli otto canali. Per cui al termine dello studio il file “Esporta”, contiene complessivamente 240 tabelle. La prima operazione svolta è stata quella di studio delle tabelle sia in modo visivo che statistico. Già da una valutazione precedente all'analisi delle medie randomizzate è emersa una consistente univocità dei dati, che hanno evidenziato una diminuzione dei valori tra prima e dopo lo svolgimento della seduta, in particolar modo nelle registrazioni ad occhi aperti, oggetto del presente studio.

Esempio di due registrazioni ad occhi aperti precedenti e successive ad una stessa seduta
Valori di File: riccardo a 1.CSV
Canale Delta Theta Alpha Beta Syncro
1 21,9 13,8 6,9 6,6 89,9 Sync1v5
2 20,5 12,4 6 6,5 75,2 Sync2v6
3 19,5 12,3 5,9 6,6 77 Sync3v7
4 20,4 12,4 6,2 6,8 84,2 Sync4v8
5 21,8 12,8 6,1 6,5 75,8 Sync1v3
6 22,6 13,3 6,7 7,1 83,4 Sync2v4
7 20,3 12,6 5,7 7,2 78,5 Sync5v7
8 19,3 11,5 5,2 6,3 81,6 Sync6v8



Valori di File: riccardo a 2.CSV
Canale Delta Theta Alpha Beta Syncro
1 15,4 8,5 5,4 5,8 91,2 Sync1v5
2 15 8,1 4,7 6,2 69,3 Sync2v6
3 15,9 9,1 4,9 6,2 64,5 Sync3v7
4 14,4 8,1 5 6,6 74,1 Sync4v8
5 16,5 8,4 4,9 5,6 65,2 Sync1v3
6 14,6 8,2 4,7 6,2 75,3 Sync2v4
7 13,5 7,8 4,4 6,5 70,1 Sync5v7
8 13,2 7,4 4,2 6,1 77,1 Sync6v8






RISULTATI
Delle tre sedute ad occhi aperti prese in considerazione la prima non ha dato risultati rilevanti a differenza della seconda e della terza. Per ciascuna coppia di punti di rilevazione su cui è calcolata la sincronia si sono confrontate le medie delle sincronie su due campioni dipendenti (prima e dopo la seduta) prendendo in considerazione le variazioni entro i soggetti, utilizzando il software statistico R. Considerando in particolare la terza seduta è stato applicato il test T di student per dati appaiati, ottenendo i seguenti risultati.
Canale 1-3 p<0.05 per i maschi mentre non risulta significativa per le femmine.
Canali 1-5, 2-4 non significativi sia per i maschi che per le femmine
Canale 2-6 p<0.05 per le femmine mentre non risulta significativa per i maschi
Canali 3-7, 4-8 sono significativi sia per i maschi che per le femmine ma con diversi livelli tra loro, p< 0.01 per i maschi e p>0.05 per le femmine
Canale 5-7 significativa sia per i maschi che per le femmine ma con livelli diversi tra loro,
p<0.05 per i maschi e p<0.01 per le femmine
Canale 6-8 p<0.05 per i maschi mentre non risulta significativo per le femmine




Sync
Sessione MA



1
2
3
Aggregate

1_3
-
-
0,041
0,030
1_5
-
-
-
-
2_4
-
-
-
0,001
2_6
-
0,001
-
-
3_7
-
0,003
0,001
0,000
4_8
-
-
0,004
0,002
5_7
-
-
0,036
0,030
6_8
-
-
0,026
0,015


Sync
Sessione FA



1
2
3
Aggregate

1_3
-
-
-
-
1_5
-
0,021
-
-
2_4
-
-
-
0,041
2_6
-
0,043
0,017
0,003
3_7
-
-
0,013
0,006
4_8
-
0,036
0,040
0,011
5_7
-
-
0,008
0,022
6_8
-
-
-
-

Le sessioni maschili e femminili precedentemente riportate riguardano le sedute 1, 2 e 3 oggetto dello studio nella variante ad “occhi aperti”. I valori in grigio evidenziano significatività statistica monodirezionale mentre quegli in giallo anche bidirezionali.
Nella colonna di sinistra sono riportati i canali in cui è calcolata la sincronia, mentre nelle colonne successive i valori di significatività per ognuna delle sedute; fino all'ultima colonna dove sono valutati i valori aggregati delle sedute.




DISCUSSIONE
Siamo portati ad affermare che la sostanziale variazione dell'attività avviene mediante una comunicazione di straordinaria intensità. Se il concetto di Anevrosi fosse convalidato da studi successivi è legittimo supporre la presenza di entità psichiche in grado di dare ragione degli aspetti che non sono spiegabili mediante il solo apprendimento dovuto ad una comunicazione convenzionale che si svolge in itinere durante lo sviluppo. Si prospetta una immagine di risoluzione del disagio diversa da quella a cui si acceda in modo convenzionale.
Avanziamo l’ipotesi che l’intervento psicoterapeutico non possa prescindere dalla struttura emotiva del terapeuta stesso e che ne sia parte strutturante, consentendo l’accesso privilegiato alla condizione intima del soggetto. L'aspetto terapeutico è dovuto direttamente alla maturazione anevrotica stessa che corrisponde a quello che lo psicologo è, nel senso che l'agente fondamentale è la sua stessa condizione intrinseca, rappresentata da quanto (si) sia liberato dalla necessità di promuovere tanto negli altri quanto in sé stesso, le dinamiche individuali. Verosimilmente per questo motivo l'individuo consente una profonda variazione se individua le caratteristiche di Anevrosi nell'interlocutore. L'ipotesi pregnante consiste nel fatto che esista una dimensione della coscienza che permette di riconoscere da chi poter rilevare le modifiche alla propria impostazione. Ipotiziamo che questo acceleri sostanzialmente ogni processo terapeutico, ricreando un ulteriore apprendimento circa l'abbinamento emotivo allestito nell'infanzia e in ogni caso non è determinante il tipo di trattamento, quanto la stessa entità del soggetto cui l'individuo si riferisce nel tentativo di ripristinare l'equilibrio della propria condizione.



CONCLUSIONI
Il dato più rilevante non concerne solo la significatività delle correlazioni, ma la univocità delle indicazioni che affiorano e che coinvolgono estensioni rilevanti della massa encefalica sottoposta a registrazione. D'altro canto non siamo in grado di attribuire a questo dato di per sé rilevante una relazione univoca dovuta alla tipologia di intervento, tuttavia le concomitanze sono tali che certamente destano la sensazione di un interessamento generale delle zone sottoposte a registrazione, almeno nelle zone attinte nell'intervento in esame. la necessità di opportuno approfondimento. Lo studio svolto, nei limiti che lo caratterizzano, non prova la presenza di piani di coscieenza ad oggi non conosciuti, ma piuttosto il risultato di una variazione nell'attività cerebrale del soggetto sottoposto a trattamento psicoterapeutico che presenta determinate caratteristiche, tra cui quella dell'Anevrosi




RINGRAZIAMENTI
I dati statistici sono stati elaborati dal dr. Iljà Barsanti, PhD, Università degli Studi di Pisa.

REFERENCES
-Chomsky, N. (2010). Il linguaggio e la mente. Bollati Boringhieri.
-Norcros, J.(2012).Quando la relazione psicoterapeutica funziona. Sovera ed.
-Pinzani, L. (2013). La dinamica delle emozioni. Romano Ed. Firenze.





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