RISULTATI ELETTROENCEFALOGRAFICI DELLA PSICOTERAPIA ANEVROTICa
Valutazione
della psicoterapia anevrotica.
Loris
Pinzani
socio
AIIP
loris.pinzani@gmail.com
INTRODUZIONE
Il
passaggio delle conoscenze tra gli individui consiste nella
comunicazione di rappresentazioni della realtà mediante la
valutazione emotiva.
Tuttavia, considerando la quantità e la qualità di abbinamenti tra
emozioni ed oggetti, risulta inspiegabile come questa enorme mole di
informazioni sia fruibile, dal momento che le corrispondenze tra
oggetti della realtà, emozioni e rielaborazioni da cui conseguono
ulteriori emozioni, avvengono in modo che non appare possibile per
mezzo dei soli canali ordinari, verbai o non verbali che siano.
L'ipotesi
di possibilità comunicative diverse da quelle note porta a supporre
l'esistenza di acquisizioni di diversa natura, in grado di
giustificare l'eccezionale attività che si concentra in precise
epoche dell'esistenza, che non è spiegabile mediante la sola
comunicazione ordinaria dal momento che non c'è nessuna ragionevole
proporzione tra quello che viene appreso o elaborato autonomamente e
quello che viene espresso. La psicologia ha reiterato a lungo il suo
tentativo di conformarsi a criteri di oggettività pragmatica ma la
mente non rileva solo quello che appare coscientemente. L'ipotesi che
il comportamento sia un metodo sufficiente o efficace per comprendere
l'uomo è un'applicazione del parzialismo, che non conosce
applicatività terapeutica individuale. Eminentemente per questi
motivi, si fa strada l'ipotesi che il più alto e consistente metodo
per il passaggio delle condizioni basali dell'esistenza emotiva non
avvenga per mezzo della sola comunicazione ordinaria, ma mediante
circostanze soggettive riunite nel concetto di Anevrosi,
insita
nel terapeuta. Lo scopo
ultimo dello studio è quello di accertare la presenza di una
condizione della coscienza soggettiva, comunicata direttamente tra il
terapeuta ed il soggetto che gli si sottopone. Lo
scopo di questo studio è quello di comprendere quale sia il senso
terapeutico del messaggio che scorre senza che si riesca a decifrarlo
tra terapeuta e portatore del disagio. Non abbiamo possibilità che
ci consentano un accesso certo all'ipotetico piano della coscienza
ove si svolge una tale intensità di scambio e di elaborazione,
tuttavia in questo studio si intende far trasparire da rilevamenti
neurofisiologici la condizione che testimoni lo scambio di cui si è
detto mediante una valutazione oggettiva. Al momento attuale non
disponiamo dei mezzi che permettano di isolare la variabile
"Anevrosi", tuttavia è verosimile che i risultati assunti
siano dipendenti da questo stato.
Nella
comunicazione tra il terapeuta e l'individuo che gli si riferisce
torna possibile assumere un messaggio
di abbinamento emotivo in
grado di modificare quello precedente. In effetti l'unica
comunicazione in grado di incidere nell'impostazione fondamentale
dell'individuo non è mai quella che riguarda il comportamento, ma la
struttura individuale che lo promuove e che si trova al capo estremo
di una linea immaginaria dove da una parte si colloca quello che
viene agito, dall'altra l'utilizzo mentale delle azioni svolte.
Questo comporta che in assenza di una opportuna conoscenza di sé non
sia possibile l'uso più efficace della terapia psicologica, dal
momento che non risulta possibile intaccare il livello di coscienza
in cui transitano queste informazioni; in tal caso il messaggio passa
inosservabile tra le pieghe del comportamento.
L’allestimento
della personalità avviene soggettivamente mediante un processo
consecutivo di apprendimenti sottoposti ad elaborazioni. 0gni
uomo possiede una propria identità costituita dall’insieme della
personale visione della realtà e del frutto degli sforzi relativi
all’espressione dei propri desideri oltre che delle paure a cui si
riferiscono. Minore è il vincolo tra i concetti e le emozioni a cui
essi sono collegati e maggiore è lo stato di Anevrosi. Nel
raggiungimento della condizione di Anevrosi si ha la sostanziale
limitazione dell’urgenza nel raggiungimento della soddisfazione
nevrotica non conscia del terapeuta.
L'Anevrosi può essere
considerata una condizione intrinseca al terapeuta stesso, che si
realizza all'interno dell'individuo senza uno sforzo eminentemente
cognitivo. Si assume che la stessa anevrosi sia la qualità presente
nel terapeuta in grado di produrre la variazione nei soggetti a
prescindere dall'impostazione teorica cui si faccia riferimento.
Il
percorso che ha portato alla condizione definita come Anevrosi ha
consistito nel distacco dalla condizione emotiva che comporta il
desiderio di valutare di ogni aspetto della realtà allo scopo di
appagare le proprie condizioni nevrotiche, scomposte in paura e
desiderio, Nell'anevrosi
manca quindi la richiesta intima ed umana di attendersi e promuovere
un particolare abbinamento tra la realtà e le emozioni che ne
derivano.
Effettivamente, è l'assenza di questo abbinamento che compone
l'Anevrosi in grado di promuovere un processo di affidamento che
sostituisce il precedente, disfunzionale, tra emozioni e gli oggetti
a cui si riferiscono.
Essere distanti da una convenienza nevrotica (quindi avere raggiunto
l'Anevrosi) comporta non esprimere il desiderio indivisduale nella
promozione di un certo attegiamento nell'altro. Questo
produce un risultato straordinario, ossia quello di consentire
nell'individuo una comunicazione ad un livello altrimenti
inarrivabile. Egli non è affatto rappresentato da quello che dice o
dai suoi gesti, ma dalle sue emozioni.
METODO
E MATERIALI
Il
software acquisisce il segnale su 8 canali e li salva in un formato
tipo CSV. La cuffia per il posizionamento degli elettrodi
extracranici è stata anch'essa realizzata in accordo con il sistema
10-20 e con la sua estensione 10-10. Le posizioni stabilite sono F3,
F4, T3, C3, C4, T4, P3, P4. Il segnale di terra è collocato ai due
lobi auticolari. I contatti elettrocutanei sono garantiti dall'uso di
gel specifico ad alta conduttività GEL G005 (FIAB). Viene calcolata
la correlazione tra coppie di canali (Syncro); in questo modo sono
considerate otto coppie significative per evidenziare i rapporti tra
i due emisferi ed all'interno di uno stesso emisfero cerebrale. Il
software possiede inoltre un algoritmo automatizzato di filtrazione
ad eliminazione degli artefatti allo scopo di correggere la maggior
parte degli artefatti EEG prima di inviare i segnali al calcolo della
Syncro. Il calcolo quantitativo delle frequenze è volutamente
limitato a 35 Hz dal momento che a frequenze superiori gli
amplificatori dello strumento epurano il segnale in modo progressivo
allo scopo di evitare il disturbo in corrispondenza dei 50 Hz dovuto
alla frequenza di rete. A questo scopo l'apparecchio utilizza un
filtro 1-42 Hz disposto allo scopo di eliminare la frequenza dei 50
Hz eventualmente ancora presente.
DESCRIZIONE
DELLA RICERCA
L'indagine
si è svolta in un ambiente adatto allo scopo, dove nel primo
incontro è avvenuta la proposta dell'aspetto sperimentale; è stata
constatata la presenza delle opportune risorse necessarie alla
gestione dello stress e del coping, dopodiché è avvenuta la
sottoscrizione del consenso informato come stabilito dal Codice
dell’Ordine. Su alcuni elementi capionari le registrazioni sono
avvenute fin dalle prime sessioni (non comprese nel presente studio)
mentre su altri dalla quinta sino alla fine del trattamento,
realizzando una seduta settimanale. Il campione è composto da venti
soggetti, 10 maschi e 10 femmine, con età media di 34 anni (compresa
tra i 20 ed i 54). In questo studio sono considerati gli incontri
terapeutici che vanno dalla quinto al diciottesimo di ognuno dei
partecipanti, allo scopo di fornire una condizione di omogeneità ai
dati delle rilevazioni. La tipologia del disagio oggetto
dell'intervento è stata varia, tra le condizioni individuabili in
termini nosografici prevalgono le depressive, anedoniche, maniacali,
ossessivo compulsive, disturbo da stress post traumatico,
tossicodipendenza, disturbo borderline, esiti di attaccamento
eminentemente e marcatamente disfunzionale, disturbi del
comportamento alimentare, ipocondria cum
e sine
materia,
disturbo di personalità dipendente, disturbi della sessualità
dovuta a abuso. In ogni caso, ognuno degli individui del campione ha
denunciato una sofferenza valutata soggettivamente come intensa e
persistente e tale è apparsa in seguito ad esame oggettivo. La quasi
totalità dei rapporti terapeutici è ancora attiva. Tutti gli
elementi campionari partecipano o hanno partecipato attivamente, con
una buona o ottima compliance, come da loro stessi spontaneamente
espresso nel corso delle sedute. Sono clinicamente evidenti i segni
di un progresso costante nel processo di individuazione soggettiva
nel 90% dei partecipanti allo studio.
Le
rilevazioni attuate per ognuno dei soggetti hanno avuto la durata
complessiva di 2880 secondi e nel suo insieme l'intera ricerca ha
accumulato 57600 secondi di attività registrata in EEG. Per ogni
soggetto le registrazioni riguardano tre sedute consecutive. In ogni
sessione vengono svolte quattro registrazioni, ovvero due che
precedono la seduta, di cui una ad occhi aperti ed una ad occhi
chiusi; dopo queste ne sono realizzate due successive alla seduta
stessa, ancora ad occhi aperti e ad occhi chiusi; ogni singola
registrazione ha una durata di 240 secondi. Ognuna delle quattro
registrazioni è analizzabile e viene memorizzata sia in modo grezzo
che nei risultati finali in maniera da essere indipendente dalle
altre. Il software analizza singolarmente ed in otto coppie
prestabilite (interemisferiche: F1-F2, F3-F4, T3-T4, T5-T6;
intraemisferiche: F1-T3, F3-T5, F2-T4, F4-T6) gli otto canali.
Per cui al termine dello studio il file “Esporta”, contiene
complessivamente 240 tabelle. La
prima operazione svolta è stata quella di studio delle tabelle sia
in modo visivo che statistico. Già da una valutazione precedente
all'analisi delle medie randomizzate è emersa una consistente
univocità dei dati, che hanno evidenziato una diminuzione dei valori
tra prima e dopo lo svolgimento della seduta, in particolar modo
nelle registrazioni ad occhi aperti, oggetto del presente studio.
Esempio
di due registrazioni ad occhi aperti precedenti e successive ad una
stessa seduta
Valori
di File: riccardo a 1.CSV
Canale
Delta Theta Alpha Beta Syncro
1
21,9 13,8 6,9 6,6
89,9 Sync1v5
2
20,5 12,4 6 6,5
75,2 Sync2v6
3
19,5 12,3 5,9 6,6
77 Sync3v7
4
20,4 12,4 6,2 6,8
84,2 Sync4v8
5
21,8 12,8 6,1 6,5
75,8 Sync1v3
6
22,6 13,3 6,7 7,1
83,4 Sync2v4
7
20,3 12,6 5,7 7,2
78,5 Sync5v7
8
19,3 11,5 5,2 6,3
81,6 Sync6v8
Valori
di File: riccardo a 2.CSV
Canale
Delta Theta Alpha Beta Syncro
1
15,4 8,5 5,4 5,8
91,2 Sync1v5
2
15 8,1 4,7 6,2
69,3 Sync2v6
3
15,9 9,1 4,9 6,2
64,5 Sync3v7
4
14,4 8,1 5 6,6
74,1 Sync4v8
5
16,5 8,4 4,9 5,6
65,2 Sync1v3
6
14,6 8,2 4,7 6,2
75,3 Sync2v4
7
13,5 7,8 4,4 6,5
70,1 Sync5v7
8
13,2 7,4 4,2 6,1
77,1 Sync6v8
RISULTATI
Delle
tre sedute ad occhi aperti prese in considerazione la prima non ha
dato risultati rilevanti a differenza della seconda e della terza.
Per ciascuna coppia di punti di rilevazione su cui è calcolata la
sincronia si sono confrontate le medie delle sincronie su due
campioni dipendenti (prima e dopo la seduta) prendendo in
considerazione le variazioni entro i soggetti, utilizzando il
software statistico R. Considerando in particolare la terza seduta è
stato applicato il test T di student per dati appaiati, ottenendo i
seguenti risultati.
Canale
1-3 p<0.05 per i maschi mentre non risulta significativa per le
femmine.
Canali
1-5, 2-4 non significativi sia per i maschi che per le femmine
Canale
2-6 p<0.05 per le femmine mentre non risulta significativa per i
maschi
Canali
3-7, 4-8 sono significativi sia per i maschi che per le femmine ma
con diversi livelli tra loro, p< 0.01 per i maschi e p>0.05 per
le femmine
Canale
5-7 significativa sia per i maschi che per le femmine ma con livelli
diversi tra loro,
p<0.05
per i maschi e p<0.01 per le femmine
Canale
6-8 p<0.05 per i maschi mentre non risulta significativo per le
femmine
|
|
|||||||||
|
Sync
|
Sessione
MA
|
|
|||||||
|
|
|||||||||
|
|
1
|
2
|
3
|
Aggregate
|
|||||
|
|
|||||||||
|
1_3
|
-
|
-
|
0,041
|
0,030
|
|||||
|
1_5
|
-
|
-
|
-
|
-
|
|||||
|
2_4
|
-
|
-
|
-
|
0,001
|
|||||
|
2_6
|
-
|
0,001
|
-
|
-
|
|||||
|
3_7
|
-
|
0,003
|
0,001
|
0,000
|
|||||
|
4_8
|
-
|
-
|
0,004
|
0,002
|
|||||
|
5_7
|
-
|
-
|
0,036
|
0,030
|
|||||
|
6_8
|
-
|
-
|
0,026
|
0,015
|
|||||
|
Sync
|
Sessione
FA
|
|
|||||||
|
|
|||||||||
|
|
1
|
2
|
3
|
Aggregate
|
|||||
|
|
|||||||||
|
1_3
|
-
|
-
|
-
|
-
|
|||||
|
1_5
|
-
|
0,021
|
-
|
-
|
|||||
|
2_4
|
-
|
-
|
-
|
0,041
|
|||||
|
2_6
|
-
|
0,043
|
0,017
|
0,003
|
|||||
|
3_7
|
-
|
-
|
0,013
|
0,006
|
|||||
|
4_8
|
-
|
0,036
|
0,040
|
0,011
|
|||||
|
5_7
|
-
|
-
|
0,008
|
0,022
|
|||||
|
6_8
|
-
|
-
|
-
|
-
|
|||||
Le
sessioni maschili e femminili precedentemente riportate riguardano le
sedute 1, 2 e 3 oggetto dello studio nella variante ad “occhi
aperti”. I valori in grigio evidenziano significatività statistica
monodirezionale mentre quegli in giallo anche bidirezionali.
Nella
colonna di sinistra sono riportati i canali in cui è calcolata la
sincronia, mentre nelle colonne successive i valori di
significatività per ognuna delle sedute; fino all'ultima colonna
dove sono valutati i valori aggregati delle sedute.
DISCUSSIONE
Siamo
portati ad affermare che la sostanziale variazione dell'attività
avviene mediante una comunicazione di straordinaria intensità. Se il
concetto di Anevrosi fosse convalidato da studi successivi è
legittimo supporre la presenza di entità psichiche in grado di dare
ragione degli aspetti che non sono spiegabili mediante il solo
apprendimento dovuto ad una comunicazione convenzionale che si svolge
in
itinere
durante lo sviluppo. Si prospetta una immagine di risoluzione del
disagio diversa da quella a cui si acceda in modo convenzionale.
Avanziamo
l’ipotesi che l’intervento psicoterapeutico non possa prescindere
dalla struttura emotiva del terapeuta stesso e che ne sia parte
strutturante, consentendo l’accesso privilegiato alla condizione
intima del soggetto. L'aspetto terapeutico è dovuto direttamente
alla maturazione anevrotica stessa che corrisponde a quello
che lo psicologo è,
nel senso che l'agente fondamentale è la sua stessa condizione
intrinseca, rappresentata da quanto (si) sia liberato dalla necessità
di promuovere tanto
negli altri quanto in sé stesso, le dinamiche individuali.
Verosimilmente per
questo motivo l'individuo consente una profonda variazione se
individua le caratteristiche di Anevrosi nell'interlocutore.
L'ipotesi pregnante consiste nel fatto che esista una dimensione
della coscienza che permette di riconoscere da chi poter rilevare le
modifiche alla propria impostazione. Ipotiziamo che questo acceleri
sostanzialmente ogni processo terapeutico, ricreando un ulteriore
apprendimento circa l'abbinamento emotivo allestito nell'infanzia e
in ogni caso non è determinante il tipo di trattamento, quanto la
stessa entità del soggetto cui l'individuo si riferisce nel
tentativo di ripristinare l'equilibrio della propria condizione.
CONCLUSIONI
Il
dato più rilevante non concerne solo la significatività delle
correlazioni, ma la univocità delle indicazioni che affiorano e che
coinvolgono estensioni rilevanti della massa encefalica sottoposta a
registrazione. D'altro canto non siamo in grado di attribuire a
questo dato di per sé rilevante una relazione univoca dovuta alla
tipologia di intervento, tuttavia le concomitanze sono tali che
certamente destano la sensazione di un interessamento generale delle
zone sottoposte a registrazione, almeno nelle zone attinte
nell'intervento in esame. la necessità di opportuno
approfondimento. Lo
studio svolto, nei limiti che lo caratterizzano, non prova la
presenza di piani di coscieenza ad oggi non conosciuti, ma piuttosto
il risultato di una variazione nell'attività cerebrale del soggetto
sottoposto a trattamento psicoterapeutico che presenta determinate
caratteristiche, tra cui quella dell'Anevrosi
RINGRAZIAMENTI
I
dati statistici sono stati elaborati dal dr. Iljà Barsanti, PhD,
Università degli Studi di Pisa.
REFERENCES
-Chomsky,
N. (2010). Il linguaggio e la mente. Bollati Boringhieri.
-Norcros,
J.(2012).Quando la relazione psicoterapeutica funziona. Sovera ed.
-Pinzani,
L. (2013). La dinamica delle emozioni. Romano Ed. Firenze.
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