domenica 12 aprile 2015

LA CURA PSICOLOGICA ATTRAVERSO LA VALUTAZIONE EMOTIVA


Il passaggio delle conoscenze tra gli individui consiste nella comunicazione di rappresentazioni                                         della realtà mediante la valutazione emotiva
Il passaggio delle conoscenze tra gli individui consiste nella comunicazione di rappresentazioni della realtà mediante la valutazione emotiva che orienta l’esistenza in ogni momento. Tuttavia, considerando la quantità e la qualità di abbinamenti tra emozioni ed oggetti risulta inspiegabile come questa enorme mole di informazioni sia assumibile dal momento che la quantità di corrispondenze tra oggetti della realtà, emozioni e rielaborazioni da cui conseguono ulteriori emozioni, avvengono in modo estremamente veloce, che non appare possibile per mezzo dei soli canali ordinari, verbali o non verbali che siano. L'ipotesi di possibilità comunicative diverse da quelle note porta a supporre l'esistenza di acquisizione di diversa natura, in grado di giustificare l'eccezionale attività che si concentra in precise epoche dell'esistenza, che non è spiegabile mediante la sola comunicazione ordinaria dal momento che non c'è nessuna ragionevole proporzione tra quello che viene appreso o elaborato autonomamente e quello che viene espresso nell'ambito di vita. D’altro canto, la sola predisposizione umana a vivere le emozioni fondamentali non dà ragione di come esse investano gli aspetti dell’esistenza e si distribuiscano in modo permanente alla realtà. In sostanza, non esiste possibilità di comprendere la capacità umana tramite le sole condizioni riscontrate. La nostra specie presenta attitudini non considerate in un aspetto epistemologico attuale, per cui è ipotizzare che la ricerca e la prospettiva di indagine nel suo insieme abbiano necessità di una impostazione di studio che permetta una visione più ampia rispetto a quella relativa al solo metodo ipotetico-deduttivo. La psicologia ha reiterato a lungo il suo tentativo di conformarsi a criteri di oggettività pragmatica ma la mente non rileva solo quello che percepiscono i sensi. Nel suo aspetto di complessità nella condizione umana deve essere inclusa la componente creativa, dovuta a capacità immaginative che consentono l'accesso ad aspetti insondati. Questo coincide con la imprevedibilità che compone l'uomo stesso e che rende impossibile la sua catalogazione, tanto quanto risulta difficile studiarne le caratteristiche con i metodi che ne rilevino il solo comportamento. L'ipotesi che il comportamento sia un metodo sufficiente o efficace per comprendere l'uomo è un'applicazione del parzialismo, che non conosce applicatività terapeutica individuale; le percentuali danno ragione della massa, ma non parlano del singolo, nel senso che il comportamento riguarda quello che l'uomo ha agito, non certo quello che l'uomo “è”, dal momento che si tratta al massimo di uno degli indicatori possibili e non della componente in grado di spiegare la conformazione intima, che rappresenta comunque l’insieme di quello che l’individuo conosce, quello che sceglie e che egli muta in relazione alle acquisizioni di cui entra in possesso. Non è confondibile lo studio o la previsione del comportamento con la possibilità di variare la struttura del Sé, e quindi "sanare" un disagio.

Possiamo anzi considerare che l'analisi delle azioni consiste in come l’individuo si esprime e non in come esso sia strutturato o cosa sia prevedibile in lui. Per questo, i fatti della vita non sono predittivi delle scelte del singolo se non in termini di probabilità, dal momento che è la soggettività che stabilisce e muta l’Inerzia Profonda intesa come la tendenza a mantenere una determinata impostazione individuale. Eminentemente per questi motivi, si fa strada l'ipotesi che il più alto e consistente metodo per il passaggio delle condizioni basali dell'esistenza emotiva non avvenga per mezzo della sola comunicazione ordinaria, ma mediante piani di coscienza di cui ci troviamo a supporre l'esistenza intravedendone l'azione e dei quali è necessario comprenderne l'attività ai fini terapeutici.

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