domenica 12 aprile 2015

La cura anevrotica della depressione

La cura anevrotica della depressione
Cominciamo col dire che nella depressione si è certi di essere soli e, ancora più importante, quando si è soli si è certi di non poter essere compresi da nessuno per il resto dell'esistenza. Il depresso è certo in sé stesso che resterà unico depositario della sua invincibile condizione e nulla può aver ragione del suo stato dal momento che nemmeno egli stesso ha piena coscienza del motivo del malessere. In effetti le variabili della vita sono infinite; ogni essere umano possiede una propria solitudine ed ogni solitudine ha una storia individuale, irripetibile e per questo assolutamente unica. Nel proprio intimo chiunque sia depresso in modo continuativo considera questo una certezza invincibile, anche se quasi mai è in grado di rendersene conto completamente.
Con il termine "psicoterapia" si intende una pratica clinica di natura psicologica rivolta alla cura dei disagi mentali. Lo strumento utilizzato è quello della relazione che si instaura tra il terapeuta e la persona che chiede il suo aiuto. Tramite questa comunicazione intensa ed approfondita si ottiene una profonda variazione della propria visione di vita. Da Freud ad oggi si sono avvicendate molte impostazioni di cura, ognuna sufragata da una opportuna impostazione teorica ed ognuna messa alla prova da varie psicopatologie, tra cui la più significativa dal punto di vista numerico è certamente quella depressiva.
La metodica terapeutica denominata "Processo Anevrotico" è rivolta a stabilire una profonda unione terapeutica con il clinico, consentendo una insperata uscita da quella solitudine appartentemente invincibile che affligge ogni soggetto soggiogato dalla depressione maggiore. Unica condizione da parte del paziente è la sua autentica partecipazione alla cura stessa, composta dal desiderio pieno di raggiungere la guarigione, abbattendo l'isolamento in cui versa la sua mente. A questo scopo deve essere ricreata la sicurezza dispersa o mai posseduta, che può derivare solo dalla comprensione di un altro individuo. Questo aspetto riveste importanza fondamentale, dal momento che la matrice depressiva è spesso rappresentata dalla certezza che "nessuno potrà capire mai come mi sento e perché". In definitiva la mente che detiene il disagio è certa che non verrà mai sanata dal momento che non sarà compresa mai. Effettivamente mediante il Processo Anevrotico le percentuali di remissione dei sintomi sono elevate come provano studi recenti, anche se molta strada è ancora da fare nella ricerca e nella pratica clinica.
                                                                                                                         dr. Loris Pinzani

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