lunedì 16 luglio 2012
Cos'è la sofferenza mentale
Uno dei temi ricorrenti della ricerca, sia quella "diretta", sia quella meno applicativa e più teorica, riguarda cosa si intenda per condizione di malattia. Nel caso della psicopatologia, la malattia può essere intesa relativamente alla norma: in tal caso il malato è colui che presenta caratteristiche che non rientrano nella media dei suoi simili; altra condizione che consente di rendersi conto se si sia affetti da una disfunzione è la sofferenza: si è malati se si presenta un malessere stabile oppure ricorrente. In effetti nel funzionamento mentale, la malattia coincide con un disagio, che non è necessariamente razionalizzabile, nel senso che il resto dell'esistenza sia mentale che biologica può far pensare ad una persona che sta bene, mentre proprio quella persona esprime un profondo patimento. La nostra mente coincide con la condizione dello stato d'animo, che spesso è lontano da una spiegazione. Si può star male e non saperne il motivo; tanto quanto è possibile essere euforici senza che ci sia una ragione apparente. Questo porta ad una considerazione semplice e straordinaria insieme: buona parte della nostra esistenza sfugge alla nostra stessa comprensione e risolvere un patimento significa conoscerlo fino ai motivi, se ci sono. Significa ricordare e riuscire a raccontare (e raccontarsi) proprio quello che di noi è sconosciuto a noi stessi. L'uomo è Sovrumano. E' nel suo intimo che vanno cercate le sue risposte. Il suo intimo spesso è molto diverso da quello che vuole far vedere di sé. Proprio per questa ragione la mente si ammala e per questo stesso motivo riesce a guarire.
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Molto interessante. Ma, da profano: e' sufficiente ricordarsi e raccontarsi? E: come decidere cosa raccontare, di tutto il materiale accumulato e che magari non siamo coscienti di avere? Chiedo scusa per l'ingenuita' delle domande, come ho detto sono un profano.
RispondiEliminaCorrado