sabato 21 luglio 2012

LA FOLLIA

Il disagio mentale può arrivare alla follia. A volte è successivo ad una  sofferenza conclamata oppure ad un disastro non avvertibile da fuori. Eppure seguita a logorare quella mente un istante dopo l'altro ed in ogni momento produce  un disastro.
In questi giorni appare evidente l'effetto di un'angoscia che si è ripetuta in una mente che non aveva una struttura adatta alla vita sociale. In realtà la struttura non era adatta "alla vita"sociale o  individuale che fosse.
in questi casi, la dispercezione della realtà è talmente potente da travisarla con una intensità inaudita. Il mondo viene visto tiranno, colpevole del proprio infinito disastro e come in un incredibile gioco drammatico, fatalmente avviene la ribellione a qualcosa che è frutto di una allucinazione malata e _ormai_ invincibile. Serve a poco parlare di colpa (probabilmente la parola deriva dal greco antico: spingere). Naturalmente esiste la responsabilità di chi compia o abbia compiuto  un'azione deprecabile; certamente esiste l'azione, che è lontanissima  dal senso comune. Ma oggi non ci resta che chiedersi: perché nessuno si accorge di una così grande distanza dalla realtà che qualcuno riesce a vivere con apparente destrezza?  Nella sua follia, ogni mente che non legge la realtà in modo reale, nasconde l'incredibile intimità che riguarda chiunque.  La mente di ognuno di noi vive il passato insieme al futuro e si traduce nel comportamento del presente.
La salvezza dell'uomo è capire la sua stessa componente sovrumana.

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