venerdì 29 marzo 2013

Si può guarire dalla nevrosi

Si può uscire dal buio denso che avvolge chi sia attanagliato da un male inafferrabile: si divincola e si sottrae a qualunque tentativo di cura. Eppure è possibile averne ragione: vi sono strati della coscienza che "contengono" le informazioni fondamentali da cui si sviluppano gli aspetti della personalità. Si tratta di aspetti della consapevolezza estremamente distanti da un'acquisizione cognitiva, eppure proprio lì ha origine la prima struttura, il germe del Sé. Un uomo può aiutare un uomo. Non è possibile da soli; ma trovata l'origine della discordanza nella propria vita, tutto potrà essere riallestito. Serve solo un po' di tempo e che il nuovo mentore sia anevrotico, ossia distante da una lettura soggettiva della realtà; sia la propria che quella altrui. Questo strato della struttura individuale ha un nome: Piano alfa. Sono in corso studi complessi ed intensi. Si può guarire...

venerdì 15 marzo 2013

I piani della coscienza, Piano Alfa.

Per coscienza si intende la condizione di consapevolezza, tramite cui si ha accesso alla realtà. In opposto, vi è la condizione di "incoscienza". Tuttavia, tranne questa definizione apparentemente semplice, è assai complesso  definire la circostanza che con diverse gradazioni, permette di rilevare non solo quello che è esterno all'individuo, ma anche la sua condizione interiore. Si tratta di una possibilità con forti caratteristiche  soggettive, quindi con gradienti che variano sensibilmente da uno  all'altro. Per coscienza certemente non si può intendere solo quello che si avverte e che si considera reale; vi è una grande quantità di fenomeni che  non riusciamo a rilevare o che affiorano alla consapevolezza solo tramite stati d'animo, i quali emergono e riescono ad essere percepiti con intensità assai variabile a seconda della salienza percettiva di ognuno.

Il termine deriva dal latino "cum scire" (sapere insieme) ed indica una condizione soggettiva di conapevoezza individuale, che è prigioniera della snsibilità. Accade così che più si è disposti e attenti, più è estendibile quello che si avverte del mondo dentro e fuori dall'unità fisica.
Ora: le ricerche ambientali dimostrano che esiste un piano della coscienza, il Piano Alfa, a cui è particolarmente difficile avere accesso; delegato alla più intima protezione dell'uomo e della sua entità mentale; tuttavia è proprio in quel contesto che si forma e viene mantenuta la possibilità strutturale della personalità e della più intima condizione di ognuno. Entrando in contatto con questo "strato profondo" del Sé, si riesce a riformulare l'individuo ed a curarne il disagi, in modo tendenzialmente completo e permanente.  La verità più intensa dell'essere umano si annida nel Piano Alfa,  così come, materialmente, la struttura della vita è custodita nel DNA. Il Piano Alfa "nasconde" la vita della mete e ne preserva la struttura.

domenica 10 marzo 2013

La dinamica della emozioni

In questi giorni è uscito il testo "La dinamica delle emozioni", edito da Romano Editore. Autore, Loris Pinzani.  Si tratta di un'opera saggistica a lungo meditata, con forti implicazioni  di carattere clinico ed epistemologico. E' un libro composto a lungo, desiderato, che vede condensate  attente analisi che portano ad una diversa impostazione  in grado di mostrare una nuova frontiera, che consente di liberare dal disagio individuale: il malessere è il frutto di una "condizione" legata all'emozione trasmessa ed interpretata da ognuno nel corso dei rapporti  umani. Il libro si muove su questa base e con riferimenti precisi e deduzioni, porta a mostrare e dimostrare  una ulteriore possibilità che affiora in Psicologia Clinica. La sfida è aperta.

Siamo fatti di pensieri

In definitiva, noi tutti non siamo altro che la nostra stessa mente. A ben poco vale il materiale se non è attiva la parte dell'individuo che  lo valuta e ne stima le risorse. Comunque si sia fatti e qualunque sia la nostra speranza ed i nostri progetti,  non siamo niente di più di quello che sono i nostri stessi pensieri... Ognuno di noi consiste dei propri pensieri (sic); nient'altro che questi. Casomai una grande distinzione deve essere fatta tra i pensieri che sappiamo di avere e tutti gli altri. Questi ultimi sono in numero infinitamente maggiore.

Comprendere la realtà

Ogni giorno siamo immersi con fatica nello svolgersi degli eventi della nostra esistenza. Spesso (o forse spessissimo) non ci rendiamo conto delle questioni che compongono le vicnde delle nostre esistenze, che sembrano frammentarie e scollegate, lontane da una possibile interpretazione  che consenta di entrare nel senso profondo del fatto che abbiamo davanti. Tutto, o quasi, appare scollegato e privo di un senso unitario: si danno interpretazioni che ci vedono responsabili ai nostri stessi occhi di quello che accade di non positivo e, inevitabilmente, si immagina di essere l'unica causa diretta e involontaria di quello che accade  nelle giornate. La  realtà (si deve dare un senso al termine) è un po' diversa... noi stessi ci portiamo nella condizione di vivere quello che accade. Ogni vicenda di vita non dipende da quello che "sappiamo" e "conosciamo" di noi, piuttosto da quello che non abbiamo mai intravisto: senza che ci se  ne renda conto facciamo in modo di procurarci la nostra stessa Storia. Cambiare si può. Non è necessaria nessuna sofferenza, nessuna espiazione. Ognuno ha il diritto all'esistenza che  desidera e, senza che lo sappia, che richiede a Sé stesso. Chiunque lo desideri davvero si porta a conoscere la propria strada migliore.o

domenica 10 febbraio 2013

Intenzione di Vivere e Guarire

La gran parte di noi esprime la volontà di esistere nel tempo futuro, anzi spesso si è colti dal timore di non condurre una vita appagante e piena.  In realtà la nostra esistenza è "frenata" nel suo sviluppo da ostacoli che possono trovarsi tanto fuori quanto dentro di noi, i  maggiori dei quali sono proprio quegli interni, che spesso sono nati molto tempo indietro e che si sono inglobati nel nostro modo di vivere e comportarci. Sono diventati una parte così consistente dell'essere a cui appartengono, che non li distinguiamo più e si sviluppano nelle giornate, dirigendole senza che se ne veda la soluzione.
Eppure da ogni "trappola" si può uscire, da ogni prigione evadere; e più sembra irrealizzabile la guarigione, maggiore è la soddisfazione dopo averla raggiunta.

mercoledì 28 novembre 2012

Lettura psicologica dei dipinti di Vlastimil Kosvanec


Commento televisivo trasmesso da 7 Gold circa i dipinti di Vlastimil Kosvanec. Esposti in Palazzo Medici Riccardi a Firenze.
Dunque,
ci si trova di fronte ad un uomo di straordinaria potenza espressiva, con esasperati sottintesi individuali che affiorano con arrogante prepotenza nell'osservazione della sua evoluzione iconografica. E' un uomo che, come ogni artista autentico, non ha un vero passato, così come il suo presente è la rielaborazione di quanto è in sé autonomamente, tratto dalla realtà oggettiva. E' così che vede ogni aspetto della sua vita astraendola in modo sfacciato, senza nessun pudore legato a come essa "dovrebbe essere" ma facendone risaltare gli aspetti che sono nella sua mente; entità che lo sovrasta, scarlatta e prepotente come il copricapo dell'autoritratto del 1920. il percorso cronologico si snoda in tenui variazioni che psicologicamente, come artisticamente, non propone variazioni risolutive e metamorfosi consequenziali ad elaborazioni intime. Il suo è un tema emotivo, che gli si ripropone incessantemente e lui incessantemente lo soddisfa come un organo si consuma infestato dal parassita. E' un essere sconvolto dalla sessualizzazione a cui non si sottrae ma che asseconda e ne ha ragione solo riproducendo con grande trasporto ogni elemento seduttivo. Così indifferentemente con uomini o donne ne esalta gli aspetti che esprimono gli elementi che condurrebbero a dare o provare piacere. Il piede della fanciulla nella vendemmia è vicinissimo all'acqua senza lambirla, come a creare l'aspettativa di quel contatto che crea l'emozione di un'attesa disposta a fornire un fremito sensuale, che si ripete in ogni opera dove siano presenti donne o uomini che espongono caratteristiche di genere. Altrettanto accade nel "Nudo in natura del 1920" con il capezzolo accostato alla mano che tiene il frutto, oppure al ritratto "Van Es", carico di virilità espressa dalla tensione del muscolo contratto nella posa innaturale, funzionale al desiderio di piacere del protagonista. Bagnanti, Una domenica al fiume ed Il riposo di Diana, sono l'espressione di quanto appena rilevato ed esprimono sommessamente, eppure con un vigore ormai elegantemente privo di ritegno, la più alta concezione della consapevole ricerca di sensualità dell'autore. Primavera a Petrin e Signora con ventaglio ritraggono la stessa donna, che non sappiamo se sia mai esistita nella realtà, ma certamente era presente nella "Sua" realtà mentale e che è invecchiata con l'Autore stesso; in questa corruzione operata dal tempo la donna bellissima, sognante, venerea e sensuale, in dodici anni è diventata appesantita e inasprita per quel sogno che campeggia nella prima delle due opere e che è disilluso nella donna non più giovane delusa e sprezzante. Poco hanno di cui vantarsi il presidente e la gentildonna: ne rileva la pochezza. Vedendoli oggi, l'osservatore psicologicamente introdotto, ne "tocca" l'inconsistenza invincibile e malcelata: Vlastimil è troppo audacemente attratto dalla verità dei suoi sensuali sentimenti per apprezzare con piaggeria un semplice, povero nobile, uomo o donna che sia, se non esprime nulla di vero e desiderabile. Spelonca è il riassunto dei suoi stessi stati d'animo, che si alternano incessantemente e con potenza devota a chi ne sappia intendere la passione. Infine, il suo autoritratto del 1956 è un psicologicamente un capolavoro assoluto. Si trtta di un uomo consunto, che cerca sé stesso senza rintracciarsi nella tela che, grande e ritta, gli si dispiega davanti. Si tratta dell'uomo che ha diluito il rosso vivo del cappello di trentasette anni prima, in quello stemperato e disilluso della maglia graffiata che indossa alla fine dei suoi giorni che attende mentre vive di ricordi. Tra questi i più luminosi sono pittorici. 
                                                                  Loris Pinzani