Per coscienza si intende la condizione di consapevolezza, tramite cui si ha accesso alla realtà. In opposto, vi è la condizione di "incoscienza". Tuttavia, tranne questa definizione apparentemente semplice, è assai complesso definire la circostanza che con diverse gradazioni, permette di rilevare non solo quello che è esterno all'individuo, ma anche la sua condizione interiore. Si tratta di una possibilità con forti caratteristiche soggettive, quindi con gradienti che variano sensibilmente da uno all'altro. Per coscienza certemente non si può intendere solo quello che si avverte e che si considera reale; vi è una grande quantità di fenomeni che non riusciamo a rilevare o che affiorano alla consapevolezza solo tramite stati d'animo, i quali emergono e riescono ad essere percepiti con intensità assai variabile a seconda della salienza percettiva di ognuno.
Il termine deriva dal latino "cum scire" (sapere insieme) ed indica una condizione soggettiva di conapevoezza individuale, che è prigioniera della snsibilità. Accade così che più si è disposti e attenti, più è estendibile quello che si avverte del mondo dentro e fuori dall'unità fisica.
Ora: le ricerche ambientali dimostrano che esiste un piano della coscienza, il Piano Alfa, a cui è particolarmente difficile avere accesso; delegato alla più intima protezione dell'uomo e della sua entità mentale; tuttavia è proprio in quel contesto che si forma e viene mantenuta la possibilità strutturale della personalità e della più intima condizione di ognuno. Entrando in contatto con questo "strato profondo" del Sé, si riesce a riformulare l'individuo ed a curarne il disagi, in modo tendenzialmente completo e permanente. La verità più intensa dell'essere umano si annida nel Piano Alfa, così come, materialmente, la struttura della vita è custodita nel DNA. Il Piano Alfa "nasconde" la vita della mete e ne preserva la struttura.
Semplicemente stupefacente...dal DNA al Piano Alfa...intuizione geniale, direi. Ora comprendo il trattamento.
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