mercoledì 28 novembre 2012

L'uomo categorizzato

L'uomo cela nella normalità apparente la propria natura sovrumana. E' impensabile che si riesca a comprendere e curare l'essere umano considerandolo categorizzato e parcellare; come si trattasse di  un fenomeno quantitativo. Nulla del comportamento è  spiegabile ai fini clinici  in modo meccanicistico ed asettico. ogni aspetto si comprende solo considerando la storia dell'individuo ed in essa le sue condizioni. Dal momento che  si compone e si sostanzia del suo stesso insieme, la vitalità che ne caratterizza l'esistenza  non ha alcun aspetto intercambiabile oppure simile a quello di altri individui.  Da cui si comprende che non ha senso clinico (se non quello di natura sociologica) studiare l'uomo  e la sua condotta mentale  valutando le similitudini che lo riconducono ai suoi simili. Piuttosto se ne trae una comprensione osservando gli aspetti peculiari di ogni individuo. Come a dire: ogni essere ha una vita che non è catturabile o riassumibile in una definizione che ne stabilisce un percorso di salute, malfunzionamento o di malattia della mente. Ognuno è simile solo a Sé Stesso.

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